Renzi, carenza infrastrutture: emergenza nazionale, Tav in tutt’Italia

Roma, 5 dic (14:35) #LPpress – Renzi festeggia i 10 anni dell’Alta Velocità Roma-Milano. Per l’ex premier un’infrastruttura che dovrebbe coprire tutt’Italia.

“Dieci anni fa con l’allora Premier Berlusconi e altri sindaci partecipai al primo viaggio del Freccia Rossa Roma/Milano. Può piacere o meno, ma per Firenze l’Alta Velocità è una rivoluzione incredibile. Ormai godiamo di una metropolitana nazionale di superficie. Il problema è che poi tutto si ferma a Salerno.
Adeguare le infrastrutture è un’emergenza nazionale. Per questo Italia Viva ha lanciato “ItaliaShock”, un piano per sbloccare i cantieri e portare l’Alta Velocità ovunque, fino a Lecce, fino a Palermo. Anziché litigare dalla mattina alla sera, il Governo sblocchi i cantieri. Subito”, così scrive su Facebook.

Zingaretti lancia l’ultimatum a Di Maio, e attacca l’opposizione a destra

Roma, 5 dic (11:15) #LPpress – Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, non è contento di come vadano le cose all’interno della maggioranza di governo. Con una lettera aperta su Repubblica spiega le ragioni delle sue preoccupazioni e lancia dei segnali chiari agli alleati. Anche se non viene mai citato, il destinatario è il leder dei 5S Luigi Di Maio (e forse Renzi).

“Non possiamo sottovalutare in alcun modo il rischio che la maggioranza di governo tra distinguo, liti e sgambetti si allontani sempre più da i bisogni e dalla voglia di riscatto del Paese”, scrive Zingaretti in apertura.

Il segretario Dem pensa (con certezza) alle divergenze sul Mes, sulla prescrizione e alle crisi aziendali che sono sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico, quasi 160. Per i sindacati sono a rischio 400mila posti di lavoro. Senza contare i 5mila esuberi che potrebbero esserci per il salvataggio di Alitalia. I 6mila del piano strategico di Unicredit. I 5mila annunciati da Arcelor-Mittal. Gli 800 di Whirpool a Napoli. I 500 di Embraco a Riva di Cheri e i 640 della Bosch di Bari.

“Accettiamo la sfida del governo solo a condizione che produca una svolta in grado di fermare la destra e realizzare un cambiamento reale, economico e sociale. In Italia e in Europa”, aggiunge.

“Non si può governare insieme – avvisa in conclusione Zingaretti – se ci si sente avversari e senza una comunanza sulla visione comune del futuro”.

L’Eurogruppo dei ministri finanziari, nel frattempo, dopo la riunione di ieri e le proteste delle opposizioni al governo in Italia (Lega in testa) rinvia al 2020 la modifica del Trattato Mes. Bruxelles teme l’approvazione della legge di bilancio e la tenuta della maggioranza giallorossa.

Istat, Economia Italia 2019-2020: Pil a +0,2%, disoccupazione al 10%

Roma, 4 dic (17:36) #LPpress – “Nel 2019, il prodotto interno lordo (Pil) è previsto aumentare dello 0,2% in termini reali, in deciso rallentamento rispetto all’anno precedente. La crescita del Pil risulterebbe in lieve accelerazione nel 2020 (+0,6%)”. Lo scrive l’Istat in un comunicato stampa appena diffuso.

”Il tasso di disoccupazione segnerebbe un deciso miglioramento nell’anno corrente (10,0%) per poi scendere marginalmente nell’anno successivo (9,9%)”, aggiunge l’Istituto Nazionale di Statistica.

L’attuale scenario di previsione è caratterizzato da alcuni rischi al ribasso rappresentati da possibili evoluzioni negative dei conflitti tariffari e delle turbolenze geopolitiche con riflessi sfavorevoli sull’evoluzione del commercio internazionale e sul livello di incertezza degli operatori”, conclude la nota dell’Istat.

Carlo Blangiardo

Autonomia Regioni, Boccia: dal 2 gennaio si può andare in Parlamento

Roma, 4 dic (09:05) #LPpress – “Dal 2 gennaio, per quanto mi riguarda, possiamo andare in Parlamento”. Cosi ha annunciato Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali, in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno.

La legge-quadro sull’Autonomia differenziata, la riforma tanto voluta da Veneto, Lombardia e Emilia Romagna, è pronta.

Prima però di passare alla fase esecutiva che prevede una gestione diretta in capo alle Regioni delle materie elencate nell’art. 117 comma 3 della Costituzione, occorrerà definire i Livelli essenziali delle prestazioni che dovranno essere garantiti in tutt’Italia.

“La legge-quadro inizia con la definizione dei Lep. Quattro le materie toccate: la sanità, il trasporto pubblico locale, l’assistenza sociale e l’istruzione professionale. Solo dopo averli quantificati sarà possibile attingere a un fondo di perequazione di servizi e infrastrutture”, ha detto Boccia che ha previsto circa un anno di tempo per giungere al traguardo.

Poi, a quel punto, non si potrà più rimandare a dare seguito alle richieste di autonomia differenziata di Veneto, Lombardia e Emilia Romagna.

Antonio Tajani, ex presidente del Parlamento europeo e attuale vicepresidente del Ppe, si schiera con Salvini sul Mes

Roma, 3 dic (16:34) #LPpress – Lo ha appena fatto con una nota lanciata alla stampa. Antonio Tajani, da oltre vent’anni nelle più alte Istituzioni europee, chiede la revisione del Fondo salva Stati. E spiega i motivi del suo dissenso, indicando la strada da percorrere: voto unanime e controllo del Parlamento europeo.

𝗘𝗖𝗖𝗢 𝗣𝗘𝗥𝗖𝗛𝗘́ 𝗜𝗟 𝗠𝗘𝗦, 𝗖𝗢𝗦𝗜̀ 𝗖𝗢𝗠’𝗘̀ 𝗢𝗚𝗚𝗜, 𝗡𝗢𝗡 𝗣𝗨𝗢̀ 𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗘 𝗩𝗢𝗧𝗔𝗧𝗢
“In questi giorni, il voto finale sul Meccanismo europeo di Stabilità ha conquistato l’attenzione generale dei cittadini italiani.
Per MES si intende il cosiddetto Fondo Salva Stati, costituito durante la crisi economica per aiutare i Paesi dell’eurozona in difficoltà.
Un paio di anni fa, gli Stati hanno cominciato a discutere una sua riforma, con l’intenzione di allargarne il raggio di azione, non solo più a salvataggio dei Paesi in difficoltà finanziarie, ma anche come prestatore di ultima istanza nel caso di crisi bancarie.
L’Italia ha una quota del Fondo del 17,7%, pari al peso economico del nostro Paese nell’eurozona, che corrisponde ad un capitale versato di 14,3 miliardi di euro su un totale di 80,5. Il Fondo può emettere bond per raccogliere sul mercato risorse, garantite pro-quota dagli Stati, fino a 705 miliardi. L’Italia, dunque, garantirebbe risorse fino a 125 miliardi.
Le risorse sarebbero elargite dopo analisi economica della Commissione europea e del Fondo stesso, che ne accerterebbero la necessità, a fronte anche di impegni presi dallo Stato ricevente”.

𝗘𝗖𝗖𝗢 𝗤𝗨𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗖𝗛𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗖𝗢𝗡𝗩𝗜𝗡𝗖𝗘
“Il voto a maggioranza: è previsto che le decisioni del Fondo avvengano a maggioranza e non all’unanimità. Questo avvantaggia i Paesi più forti, Germania innanzitutto. Senza unanimità, i soldi di uno Stato possono essere usati anche qualora lo stesso Stato abbia votato contro. Insomma, i soldi degli italiani potrebbero essere usati anche contro la volontà dell’Italia per risolvere i problemi di altri Stati.

Mancanza di controllo democratico e scarsa trasparenza: la natura intergovernativa del MES esclude la presenza delle Istituzioni Ue (con la sola Commissione europea chiamata a dare parere tecnico). Mancano strumenti di controllo efficaci, democratici e trasparenti, mentre ci sono troppi poteri inappellabili concentrati nella figura del Direttore Generale”.

𝗘𝗖𝗖𝗢 𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗘: 𝗠𝗘𝗦 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢𝗟𝗟𝗔𝗧𝗢 𝗗𝗔𝗟 𝗣𝗔𝗥𝗟𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗘𝗢 𝗘 𝗔𝗠𝗣𝗜𝗢 𝗣𝗔𝗖𝗖𝗛𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗥𝗜𝗙𝗢𝗥𝗠𝗘
“Il Parlamento europeo, unica Istituzione direttamente eletta dai cittadini europei, si è sempre battuto per trasformare il MES in un Fondo monetario europeo, da integrare nei Trattati e nelle Istituzioni Ue. Questo proprio per dare al Parlamento stesso un forte potere di controllo. Obiettivo: tutelare, in un momento di crisi, l’interesse generale e non far prevalere quello di uno Stato su un altro. È questa la via maestra da seguire se si vuole avere uno strumento finanziario efficace e al servizio di tutti.
Ricordo che il 14 marzo 2019, l’Aula di Strasburgo ha votato una risoluzione che ha ribadito questi principi per noi irrinunciabili.
La rilettura del MES deve essere inserita in un pacchetto più ampio di riforme della governance economica dell’Unione, che vada da quella del Patto di Stabilità e Crescita, alla revisione del Semestre europeo al ruolo dei nuovi dei Fondi di Investimento e di Stabilizzazione fino ad una armonizzazione delle differenti normative, innanzitutto in materia penale dell’economia finanziaria e bancaria”. Così Antonio Tajani.

Con il Mes rischia l’asse Pd-5S. Conte, Zingaretti e Grillo contro Di Maio. Salvini da Bruxelles: “È da bloccare, punto”

di Marco Trombetta

Roma, 3 dic (12:15) #LPpress – Quello che è accaduto ieri in Parlamento sul Fondo europeo salva Stati è noto a tutti. I giornali riportano nel dettaglio la cronaca dello scontro tra il premier Conte e il leader leghista Salvini. Una sfida che farà sicuramente slittare di qualche mese la firma del Trattato sul Mes. Se non salterà definitivamente.

Il ministro dell’Economia Gualtieri non ha più il mandato per chiudere l’accordo domani all’Eurogruppo. Il Consiglio europeo di metà dicembre (12 e 13) non ha l’unanimità. Il testo dovrà prima passare per il voto del Parlamento italiano. Questo quanto emerge in conclusione.

Ora però il problema diventa interno alla maggioranza giallorossa. Il M5s, nello specifico Luigi Di Maio, che è sulla stessa linea della Lega, riuscirà a mettere nell’angolo il trio Conte, Gualtieri, Zingaretti? Grillo che ha preso le distanze da Di Maio, con la svolta a sinistra, riuscirà a convincere i gruppi parlamentari pentastellati a votare contro Di Maio? Oppure il governo è ad un passo dal cadere? Renzi ha avvisato: “Cosi non si andrà lontano”.

Salvini incalza e chiama gli italiani ad informarsi e firmare contro il Mes. Sabato 7 e domenica 8 dicembre i leghisti saranno in tutte le piazze d’Italia con i gazebo.

“Sul Mes non abbiamo cambiato posizione rispetto a sette anni fa: è da bloccare, punto. C’è chi è servo dei poteri forti dell’Europa, c’è chi (invece come noi) in Europa combatte per cambiarla radicalmente, ritornando allo spirito originario e mettendo al centro i Popoli”, così ha appena detto Salvini in conferenza stampa da Bruxelles.

Lega, Salvini: no tax day, stop Mes e no a Berlusconi garante Lega in Eu

Roma, 29 nov (12:24) #LPpress – Salvini lancia la contromanovra economica contro le tasse. La Lega sarà presente sabato 14 dicembre nelle piazze di tutte le regioni d’Italia con il “No Tax Day”. Lo ha detto Salvini ai giornalisti all’uscita dal Parlamento.

L’ex vicepremier ha anche chiesto a Conte di ritirare l’accordo sulla modifica del Fondo europeo salva Stati a Bruxelles, nell’interesse dei risparmiatori italiani. E di sottoporre la questione al voto di Camera e Senato. “Senza consenso del Parlamento italiano il governo non dovrà firmare nessuna cambiale in bianco per il Paese”, ha aggiunto.

Qualcuno gli ha chiesto di una possibilità di riavvicinamento dei 5S alla Lega con la linea politica di Di Battista. Salvini ha categoricamente chiuso all’ipotesi.

Sulla dichiarazione di oggi di Berlusconi che si è detto garante per la Lega in Europa e nel Ppe. “Siamo autonomi e il primo partito in Italia. Non abbiamo bisogno di interlocutori”, ha detto Salvini.

Conte in Parlamento sul Fondo europeo salva Stati Mes

Roma, 29 nov (08:55) #LPpress – Il premier Conte riferirà in Parlamento sul Mes, il Fondo europeo salva Stati. La conferenza dei capigruppo lo ha convocato per un’informativa lunedì 2 dicembre alle 13 nell’aula di Montecitorio.

Salvini parla di “attentato alla Costituzione”, e scrive sui social: “Vogliono rovinare i nostri risparmiatori, farci finanziare le banche tedesche? Dovranno passare sul mio corpo e su quello dei parlamentari della Lega”. Il messaggio è diretto a Conte che minaccia querele.

Roma torna Capitale con la Lega al Teatro Italia

Matteo Salvini

Roma, 28 nov (19:25) – Teatro Italia pieno per il leader della Lega. Salvini da Roma lancia un nuovo progetto per la Capitale e per un’Italia più efficiente. A casa Raggi e Zingaretti. E tutta la maggioranza giallorossa con Conte.

Non solo degrado, buche e rifiuti ma anche progetti a più ampio respiro per le generazioni che verranno. Salvini ha chiesto agli amministratori leghisti una visione per “Roma 2050”. “Che possa ripercuotersi anche in tutto il Paese”, ha detto.

Prima di salire sul palco il segretario della Lega ha spinto i dirigenti ad “aprire le porte del partito a chi non si sente più rappresentato dalla vecchia politica. Compresi i 5S”.

Salvini è stato accompagnato nella manifestazione di Roma da Claudio Durigon, ex sottosegretario al Lavoro e da molti parlamentari.