Zingaretti pensa ad un nuovo Pd

Milano, prima tappa del @pdnetwork con Ministri e Sottosegretari nei territori e nelle città per ascoltate le persone, le imprese, gli amministratori, il volontariato, il mondo del lavoro. Per costruire una nuova proposta per l’Italia @repubblica @LPpress_

La Lega firma il referendum sul taglio dei parlamentari per far cadere il governo

È stato raggiunto il numero utili (71) per chiedere agli Italiani se sono d’accordo sulla legge che riduce il numero di posti in parlamento da 945 a 600. Hanno firmato la richiesta di referendum confermativo anche 6 senatori leghisti: Candura, Barbaro, Pepe, Marti, Montani e De Vecchis.

Una strategia che punta ad invogliare i parlamentari in disaccordo con la maggioranza, e a rischio ricandidatura e rielezione, a staccare la spina al governo. Con il voto prima del referendum i posti da assegnare in parlamento saranno ancora 945 anziché 600. Più chance per tutti di tornare a sedere tra gli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama.

Inoltre, maggior possibilità di successo per la richiesta di riforma della legge elettorale. La Consulta a breve dovrà decidere se ammissibile il quesito referendario abrogativo della parte proporzionale alla legge elettorale presentato da Calderoli. Con il taglio immediato dei parlamentari il rischio di insuccesso sarebbe stato più alto perché con la necessaria ridefinizione dei collegi la norma da abrogare non più applicabile.

Di Maio lascia M5S a fine gennaio: troppo potere e incarichi

Di Maio pronto a lasciare la guida del M5s. Il retroscena  viene delineato oggi dal Fatto Quotidiano. Il capo politico dei grillini dovrebbe farlo prima del voto in Emillia Romagna a fine gennaio. Cosi facendo a Di Maio non potrà essere addebitato il risultato elettorale del MoVimento che i sondaggi danno al 5%, schiacciato nel mezzo tra Lega e Pd. Alle scorse Politiche i 5S in Emilia Romagna presero il 25,74%, alle Europee 12,9%.

Questa però non è l’unica motivazione. Ieri si sono riuniti a Roma in assemblea congiunta i parlamentari dei 5s. La conclusione è stata un documento dove si chiede che il capo politico non abbia altri incarichi e che la piattaforma Rousseau sia sotto il controllo degli eletti e non solo di Casaleggio. Di Maio, che ricopre anche il ruolo di ministro degli Esteri oltre a quello di leader dei 5S, ha cosi commentato in un’intervista al Corsera: “Il documento è stato firmato da tre persone. Legittimo per carità, ma tre persone sono un pò poche”. Tutto rinviato – sempre secondo Di Maio – agli Stati Generali del MoVimento fissati per marzo a Torino.

Intanto altri due deputati lasciano il gruppo dei 5s a Montecitorio e passano al misto. Sono Massimiliano De Toma e Rachele Silvestri.

Roma. Gruppo Lega da oggi in Campidoglio

Dopo la conquista dell’Emilia Romagna si scenderà a Roma. Per Salvini il prossimo anno “la Capitale dovrà essere liberata dalla Raggi”. “Semmai con un sindaco leghista che archivi l’inefficacia della gestione grillina”, fanno sapere dalla Lega di Roma.

Il primo passo è compiuto. “Oggi 8 gennaio 2020 nasce in Campidoglio il Gruppo Consiliare Lega – Salvini Premier”, si legge in una nota.

“Sono orgoglioso di poter così rappresentare in Assemblea Capitolina a Roma insieme al collega Maurizio Politi (ex FdI) le istanze di tanti romani e romane che nella Capitale d’Italia sostengono Matteo Salvini e la Lega”, ha detto Davide Bordoni, ex FI.

“Ringrazio Claudio Durigon e Francesco Zicchieri per l’importantissimo contributo nella realizzazione di questo traguardo che apre finalmente le porte del Campidoglio alla bandiera della Lega”, aggiunge il neo consigliere leghista.

Alle scorse europee la Lega a Roma ha raggiunto il 25,78%.

Solo Renzi potrà salvare Salvini, a meno che non intervengano i dissidenti grillini. Ancora una volta la Severino intimorisce il centrodestra

La data che più preoccupa il leader della Lega è quella del 20 gennaio. La giunta per le immunità del Senato, presieduta da Gasparri di FI, darà il proprio parere sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini sul caso della nave Gregoretti. Un voto non vincolante che potrebbe essere ribaltato poi in Aula.

Per mandare a processo per “sequestro di persona” l’ex ministro dell’Interno serviranno a Palazzo Madama 159 voti favorevoli. L’ultima maggioranza giallorossa, al netto delle fuoriuscite grilline, si è fermata a 166 per la legge di Bilancio e il decreto fiscale.

Pd e 5Stelle hanno già preso posizione contro Salvini. Italia Viva tergiversa: ieri Faraone, capogruppo al Senato, dava per scontato il voto con la maggioranza. Oggi Renzi rilascia una dichiarazione che apre a dubbi interpretativi.

“Le carte non le abbiamo ancora studiate. Il punto politico è capire se la decisione l’ha presa Salvini da solo o anche con gli altri. Vedremo che dirà Salvini (in Aula n.d.r) e che diranno i suoi ex colleghi ministri”, ha detto il senatore fiorentino al Messaggero.

Se da quota 166 togliamo i 17 voti d’Italia Viva siamo a 149 e la maggioranza al Senato non c’è. È chiaro che Salvini è nelle mani di Renzi. A meno che nei prossimi giorni altri senatori grillini lasceranno il MoVimento. E su questo l’espulso Paragone e Alessandro Di Battista potrebbero dare una mano alla Lega. Altrimenti lo spauracchio della Severino tornerà a intimorire il centrodestra.

Redazione #LPpress

Renzi (IV): “Non saremo la sesta stella del governo”

Renzi è convinto che Italia Viva sia strategica nel panorama politico. “Se ne accorgeranno in molti nel 2020”, ha detto l’ex premier su Repubblica.

Per Renzi la legislatura arriverà a scadenza naturale dopo aver eletto il nuovo presidente della Repubblica un anno prima. Anche se avverte che Italia Viva non sarà mai la “sesta stella” del governo. “Al 2023 arriveremo con le nostre idee, e non grillizzati”. Sulle regionali Renzi ha aggiunto: “Italia Viva si schiera con una propria lista per la vittoria di Bonaccini in Emilia Romagna, e di Giani in Toscana. Certo non possiamo sostenere chi come Emiliano in Puglia ha distrutto la credibilità della politica con posizioni demagogiche su Ilva e Banca Popolare di Bari”.

Sull’autorizzazione a procedere per il reato di sequestro di persona contro Salvini per il caso della nave Gregoretti frena e pare prendere le distanze dalla maggioranza: “Leggeremo prime le carte e poi decideremo. Siamo persone serie e non giustizialisti”, ha concluso Renzi.

Calderoli: “Ora la Lega potrà essere organizzata correttamente in tutt’Italia”

Dopo il congresso straordinario della Lega di ieri a Milano, si aprirà il tesseramento. E poi ci saranno i congressi in ogni regione. Questo è il percorso indicato da Calderoli, vicepresidente leghista al Senato.

“Con la nuova Lega di Salvini abbiamo messo le basi per costruire un partito correttamente sul territorio. La Lega Nord mantiene i suoi organi con Umberto Bossi presidente e un gruppo parlamentare”, ha precisato Calderoli al Corsera.

“Oggi 9 regioni del centrosud hanno già costituito le proprie associazioni della Lega per Salvini Premier. Ora, dopo il congresso di Milano, si possono far partire gli atti fondativi anche delle 13 associazioni del nord”, ha aggiunto.

“Questo percorso credo che finirà entro il 2020. Poi potrà partire il tesseramento. Successivamente i congressi territoriali”, ha concluso Calderoli.

Massimo Cacciari: “Zingaretti coinvolga le Sardine nel prossimo congresso Pd. In Emilia Romagna se si vincerà dovrà ringraziarle”

“Le sardine sono di fronte ad un bivio, per non scomparire dovranno entrare nell’agone politico con loro proposte concrete e precise”, questo il pendiero di Massimo Cacciari su Repubblica.

Il filosofo “riformista radicale” ex sindaco di Venezia va oltre e chiede a Zingaretti di coinvolgerle nel Pd. “Se il Pd ce la farà in Emilia Romagna deve ringraziare le sardine all’80%. Zingaretti apra uno spazio politico al prossimo congresso in cui le sardine possano entrare a farne parte. Dica loro: venite e lavoriamo insieme”, ha detto Cacciari. Il congresso del Pd è previsto dopo le Regionali.

Salvini lancia la nuova Lega: “Ora ci occuperemo di tutto il Paese”

Oggi nasce il Movimento nazionale. Va in cantina la Lega Nord. Approvato il nuovo Statuto all’unanimità. Salvini al Congresso straordinario di Milano: “Con la nuova Lega Nazionale rilanceremo l’Italia nel mondo. Non ci occuperemo più di una solo parte del Paese. Quindi, abbracceremo le regole del buon governo, della crescita economica, della libertà, della salute, del diritto alla vita, della sicurezza. Il battesimo di un bellissimo percorso che è iniziato sei anni fa. Ho preso la Lega al 3% e non avrei mai immaginato che sarei riuscito a farla diventare il primo partito in Italia”, ha detto il leader leghista che si è presentato alla stampa, in apertura di congresso, con un presepe in mano. In sala anche Umberto Bossi.

Carfagna (FI) prende le distanze dalla linea politica di Berlusconi

Dopo Giovanni Toti arriva anche la Carfagna. Ieri la vicepresidente della Camera ha lanciato il suo movimento “Voce libera”. Anche se in molti escludono che sia formalmente un abbandono di Forza Italia, nella sostanza Mara Carfagna lo fa e prende le distanze dalla linea politica di Berlusconi. Con lei quasi una ventina di parlamentari.

La deputata campana non condivide molte scelte del Cavaliere e del suo “cerchio” ristretto di consiglieri.

Uno, l’intenso dialogo con la Lega quasi da far presagire una definitiva confluenza dei forzisti nelle liste leghiste alle prossime politiche. Due, lo stop ricevuto per la sua candidatura alla presidenza di regione per la Campania a favore di Stefano Caldoro. Tre, il continuo temporeggiare da parte di Berlusconi nell’indicare una nuova leadership nazionale che Carfagna sta richiedendo da mesi, usando come arma di pressione la questione meridionale.

Berlusconi pero’ non cede e Forza Italia continua a spaccarsi e scendere nei sondaggi.

Giorgetti (Lega): Pd e 5S vogliono fare inciampare Salvini

“Lo scopo di questa maggioranza è quello di logorare Salvini per tre anni, sperando che inciampi. Pd e 5S hanno paura di andare al voto e perdere. Il problema, però, è che logorano il Paese”, così Giancarlo Giorgetti a Rai Radio Uno.

L’ex sottosegretario leghista accusa il governo di “stallo” nelle decisioni importanti per l’Italia in un momento di grandi cambiamenti globali. “Rinviano tutto. Alitalia, Ilva… anche in politica estera in Libia rischiamo di avere Turchia e Russia in un’area strategica per i flussi migratori e per gli approvvigionamenti energetici”, ha spiegato Giorgetti.

“La posizione della Lega – ha continuato – è quella di scrivere velocemente insieme le regole di base come la legge elettorale, e non solo, e poi andare al voto ”.

“In una democrazia quando il governo non riesce a decidere per dare le risposte a tutela dell’interesse nazionale si interpellano gli elettori. Come hanno fatto nel Regno Unito”, ha concluso Giorgetti.

Grillo a Roma per bloccare nuovi fuoriusciti

di Marco Trombetta

Giornata romana per Beppe Grillo. Il garante dei 5s è sceso in queste ultime ore nella Capitale per incontrare i parlamentari del Movimento e provare ad arginare le possibili fuoriuscite. Con lui anche Casaleggio.

Dopo l’abbandono dei giorni scorsi di tre senatori che sono passati alla Lega. Voci sempre più insistenti parlano di una decina di altri parlamentari grillini pronti a lasciare. Niente partiti diversi ma la formazione di un gruppo autonomo. “Non sono in grado di fermare e convincere nessuno a non andare via”, ha detto Grillo in serata ai giornalisti che lo assediavano.

Sulla linea politica del Movimento ha poi chiarito: “Guardiamo al Pd”. Le sardine? “Vanno tenute sott’occhio”, ha aggiunto.

Gianluigi Paragone (M5S): non voto manovra ingabbiata logica di Bruxelles. Passa in Lega? “Difendo il programma”

Il numero più ricorrente in queste ore al Senato è il 166. Questa l’asticella fissata dalla maggioranza di governo con il voto di fiducia alla legge di Bilancio e al decreto fiscale. Più 7 rispetto alla soglia minima di 159 e meno 3 sul Conte bis votato a settembre.

Continuano a lacerarsi i 5Stelle. Oltre a 4 assenti, il giornalista e conduttore televisivo Gianluigi Paragone ha detto no alla manovra economica giallorossa.

Duro il suo attacco in aula prima del voto: “Non sono stato eletto per tenere gli italiani imprigionati nella gabbia di un bilancio imposto dall’Europa”, ha detto guardato a distanza dai suoi colleghi grillini.

Paragone ha incalzato per tre minuti il governo Conte scagliandosi contro Bruxelles: “Non abbiamo bisogno del permesso scritto dei burocrati europei per difendere gli italiani. Senza un cambiamento profondo a partire dalle attuali proposte, l’Unione europea rischia di non avere un futuro”, ha aggiunto.

“Chi ha votato i 5s – ha proseguito Paragone – ha chiesto di caricarsi sulle spalle una rivoluzione di sopravvivenza perché il potere stava schiacciando le vite delle persone, i diritti dei cittadini. Il M5s ha vinto le elezioni il 4 marzo parlando di politiche espansive”.

“Oggi tutti gli economisti (compresi i 32 Keynesiani che avevano riposto fiducia nella sinistra) ci dicono una volta per tutte che la performance economica dell’eurozona è stata in questi anni tra le peggiori nel mondo. È in vari Paesi sono sempre più frequenti le manifestazioni di protesta per l’aumento delle disuguaglianze e la crescente incertezza dei cittadini per le loro condizioni di vita”.

“Siccome io all’interno di questa manovra non trovo alcunché di espansivo, ma trovo ancora una volta una logica che è quella della gabbia di Bruxelles, purtroppo voto no”, ha concluso Paragone.

Il Governo salva la Banca Popolare di Bari, Salvini “salva la Puglia” dalla Fiera del Levante

Roma #LPpress – Salvini continua a battere l’Italia per le regionali. La campagna elettorale della Lega è partita anche in Puglia.

Nella stessa giornata in cui il Governo salva con 900 milioni di euro la Banca Popolare di Bari (Renzi e Di Maio non sono riusciti a bloccare il decreto), Salvini ieri sera ha riempito la Fiera del Levante, accompagnato dai parlamentari pugliesi. Gli organizzatori parlano di oltre 3mila persone “chiamati a raccolta in poche ore” prima dell’arrivo della Meloni oggi con Fitto, non più alla Fiera del Levante ma in piazza.

“Libereremo dopo l’Emilia Romagna e la Calabria anche la Puglia. Il primo obiettivo non appena la Lega governerà questa regione sarà quello di far rientrare in Puglia i 350mila giovani (e non) che lavorano all’estero. Prima gli italiani, prima i pugliesi”, ha detto Salvini.

Sulla questione Banca Popolare di Bari il leader leghista ha precisato: “Bene il salvataggio, ora però troviamo e puniamo i responsabili della crisi di BpB che hanno messo a rischio 70mila risparmiatori e 3mila lavoratori”.

“L’entusiasmo che parte dalla Fiera del Levante significa che la gente di Puglia vuole un cambiamento rispetto al malgoverno del Pd di Michele Emiliano. Noi vogliamo battere la sinistra con la concretezza della Lega. In Italia si deve poter tornare a votare”, ha aggiunto il deputato D’Eramo, segretario dei leghisti pugliesi.

Salvini con Luigi D’Eramo

Berlusconi: “Al governo ci sono impreparati e incapaci”

Forza Italia cerca di contenere la discesa nei sondaggi. Schiacciata tra Lega e Fratelli d’Italia, alle ultime Europee ha toccato il minimo storico dell’8,8%. Berlusconi in vista delle Regionali di fine gennaio in Emilia Romagna e Calabria (poi in Veneto, Toscana, Marche, Puglia e Campania) riorganizza il partito e avvisa gli elettori e gli alleati.

“Il centro-destra lo abbiamo creato noi, è la nostra casa. Siamo gli unici a garantire che il centrodestra sia davvero così, altrimenti sarebbe una destra-destra estrema, che non riuscirebbe a vincere le elezioni”, ha detto Berlusconi in convention con gli Azzurri da Milano.

Il Cavaliere ha anche toccato la questione giustizia. “La proposta del Guardasigilli Alfonso Bonafede sulla prescrizione è terrificante: le persone possono essere sotto processo a vita. Essere sotto processo è già una condanna, una pena”, ha spiegato.

Non poteva mancare il cavallo di battaglia di Forza Italia, le tasse. “Vogliamo introdurre nella Costituzione una norma che vieti ai governi di superare una certa percentuale di tasse rispetto ai guadagni: noi proponiamo il 33%. Con il nostro governo eravamo scesi al 39%”.

“Noi ci siamo, Forza Italia c’è. Coi nostri governi abbiamo modernizzato l’Italia, fatto molte cose buone. Dobbiamo spiegarle agli elettori. Al governo ci sono degli incapaci e impreparati”, ha concluso Berlusconi da Palazzo delle Stelline.

Salvini: “Economia riparte con tasse più basse e meno burocrazia”

Si è concluso il “no tax day” della Lega. In 30 città d’Italia i leghisti oggi hanno spiegato la loro ricetta per rilanciare l’economia italiana.

Salvini ha lanciato il suo messaggio dalla scuola di formazione politica della Lega a Milano. “L’unico modo è ridurre le tasse (che abbatte anche l’evasione) e tagliare la burocrazia. Questo a sinistra non lo capiranno mai”, ha detto Salvini.

Sardine antifasciste a Roma in 35mila. Zingaretti ringrazia e si allinea

Gli organizzatori parlano di 100mila oggi in piazza San Giovanni a Roma. Altre fonti (istituzionali) si fermano a 35mila. Al di là dei numeri esatti, le Sardine di Mattia Sartori si fanno sentire anche nella Capitale, simbolo per eccellenza del potere politico.

Hanno cantato Bella Ciao e chiesto l’abolizione del Decreto Sicurezza. Vogliono più trasparenza nell’uso dei social per questioni politiche. “Non siamo un partito. Oggi una grande festa contro l’odio e a favore dei valori antifascisti e costituzionali”, hanno detto dal palco di Roma.

Il leader del Pd Zingaretti si congratula con loro. “Grazie per aver reso Roma così bella, per la passione, per chiedere una politica sana. Belle le proposte che avete lanciato, faremo di tutto per metterle in atto ed essere all’altezza del vostro impegno. Cambiamola insieme, la nostra bella Italia”, ha scritto il segretario Dem.