Salvini (Lega), la linea dopo il via libera al processo sulla Gregoretti

Salvini passa all’attacco dopo il voto del Senato di ieri che lo ha mandato a processo per il caso dei migranti bloccati sulla Gregoretti. Il leader leghista rispondendo alla stampa estera si prepara a tornare a Palazzo Chigi, non subito ma probabilmente a “fine anno”.

“Un governo che non decide e non è d’accordo su nulla è il più grave danno che un Paese possa subire”, ha detto.

La ripresa economica, dunque, in cima all’agenda di Salvini. Con uno sguardo attento rivolto alle imprese che “continuano a soffrire”. Taglio delle tasse e snellimento della burocrazia le parole d’ordine usate. Salvini è preoccupato per le stime di crescita. Solo un +0,2% nel 2020 con gli effetti della Brexit ancora da vedere e la Cina in difficoltà per il coronavirus.

Al fianco di Giorgetti, il leader leghista ha indicato anche la linea in Europa. Nessun cambio a Strasburgo verso i Conservatori ma la possibilità che in futuro si possa formare un nuovo grande gruppo di 140-150 europarlamentari alternativo ai Popolari e ai Socialisti. Poi un riequilibrio dell’asse franco-tedesco con un dialogo maggiore dell’Italia con la Germania per arginare la prepotenza della Francia. Salvini ha richiamato la Libia dove il governo di Parigi sembra muoversi in autonomia rispetto all’Unione europea.

Ha concluso motivando il progetto della Lega nazionale con l’abbandono della Lega nord, con uno sguardo alle regionali: “La battaglia adesso è globale e l’Italia vince solo se unita. Gli elettori sembrano apprezzare con il 34%. Anche in Calabria per la prima volta ci siamo presentati alle regionali e abbiamo superato il 12%. Ora voglio vincere in primavera le altre 6 regioni che non sono ancora del centrodestra, e vorrei farlo occupandomi dei programmi e non di processi”. Queste le parole di Salvini.