Made in Italy: allarme dazi Usa. La politica estera del governo italiano, ondivaga e poco determinante, un problema

di Marco Trombetta

L’allarme lo lanciano oggi sul Corriere della Sera Federico Fubini e Giuliana Ferraino. A breve (entro febbraio) Trump dovrebbe decidere se imporre dazi fino al 100% per vino, olio e pasta italiani. Dopo aver già colpito con tariffe maggiorate del 25% parmigiano, grana, salame e mortadella. Per l’export agroalimentare italiano un pericoloso calo di fatturato che vale 4,5 miliardi in valore merci.

Gli Usa sono stati autorizzati dal Wto ad imporre dazi all’Ue per 7,5 miliardi a causa degli aiuti illegali europei ad Airbus che hanno distorto la concorrenza.

Nel 2019 l’export italiano, secondo i dati Istat, ha avuto questa performance: Svizzera +11%, Giappone +17%, Turchia +13%, Russia +5%, Asean +3%, Mercosur -4%, Opec -10%, Cina -15%, Stati Uniti -10%.

A parere dei giornalisti economici del Corsera la poco determinante (e ondivaga n.d.r) politica estera del governo italiano potrebbe giocare a sfavore.

La marginalizzazioni da parte della Comunità internazionale (Usa compresi) della diplomazia italiana nelle crisi in Iran e Libia, indizi negativi.